Il Ministero dell’Economia ha pubblicato il 12 marzo 2026 un comunicato-legge con cui annuncia formalmente un provvedimento legislativo di prossima emanazione per la soppressione del vincolo territoriale sui beni agevolabili con iperammortamento 2026. La clausola sarà eliminata, rimuovendo il principale ostacolo al decreto attuativo fermo al MEF da oltre due mesi. I requisiti tecnici per accedere all’agevolazione — interconnessione dei beni, perizia asseverata, comunicazioni al GSE — restano invece invariati rispetto all’impianto già delineato dalla legge di bilancio.
La scelta del comunicato-legge è presto spiegata: con il Decreto Fiscale slittato rispetto al Consiglio dei Ministri del 10 marzo, il Ministero ha scelto questa via alternativa: per restituire alle imprese la certezza necessaria per pianificare gli investimenti per la Transizione 5.0.
Il vincolo che bloccava l’Iperammortamento 2026
La Legge di Bilancio 2026 (art. 1, commi 427-436, l. n. 199/2025) ha sostituito i crediti d’imposta Transizione 4.0 e 5.0 con un nuovo iperammortamento sugli investimenti in beni strumentali digitali e interconnessi, con aliquote di maggiorazione fino al 180% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro. Tra i requisiti, la legge aveva introdotto una clausola di origine territoriale: i beni agevolabili dovevano essere prodotti in un Paese membro dell’UE o dello Spazio Economico Europeo.
La clausola — assente nelle prime bozze e inserita durante l’iter parlamentare — aveva generato reazioni immediate nelle filiere industriali che si riforniscono al di fuori dell’Europa. Per i beni strumentali materiali, la norma rimandava ai criteri del Codice doganale dell’Unione sull’ultima trasformazione sostanziale; per i beni immateriali — software, piattaforme, algoritmi — il requisito era ancora più stringente, con almeno il 50% del valore delle attività di sviluppo da ricondurre a soggetti operanti in UE o SEE. Un criterio privo di parametri tecnici standardizzati, di fatto inapplicabile per larga parte dei prodotti dominanti sul mercato, a partire dalle piattaforme di intelligenza artificiale sviluppate negli Stati Uniti.
Il risultato pratico è stato il blocco del decreto attuativo interministeriale MIMIT-MEF, trasmesso dal Ministero delle Imprese già il 5 gennaio 2026 ma rimasto privo del concerto del Tesoro: il MEF non poteva firmare un decreto che desse attuazione a una norma che il Governo stesso intendeva riscrivere con un intervento di rango legislativo.
Le imprese possono riprendere a pianificare
Il comunicato che annuncia la soppressione della clausola non ha valore normativo: è bene chiarirlo subito. L’annuncio non modifica la Legge di Bilancio né produce effetti giuridici immediati. Serve però da segnale inequivocabile sulla direzione del Governo: il vincolo territoriale non sopravviverà alla versione definitiva dell’incentivo. Chi aveva sospeso trattative con fornitori extra-UE — su macchinari, software o piattaforme digitali — può riprendere le negoziazioni su basi più solide.
Rimane aperta la questione del decreto attuativo. La soppressione del vincolo Made in EU rimuove il principale ostacolo al concerto MEF, ma il decreto dovrà ancora completare l’iter: firma del Tesoro, registrazione alla Corte dei Conti e pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Come funziona l’incentivo
Per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028 è prevista una maggiorazione del costo di acquisizione dei beni strumentali nuovi ai fini della determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing deducibili da IRES e IRPEF. Rispetto all’impostazione dei precedenti piani, la Manovra 2026 amplia il perimetro delle tecnologie ammissibili, aggiornando gli Allegati IV e V con l’inclusione di:
- beni materiali e immateriali 4.0 evoluti;
- soluzioni digitali avanzate per automazione, interconnessione e controllo dei processi;
- tecnologie coerenti con modelli di fabbrica intelligente e sostenibile.
Per il raccordo tra Transizione 5.0 e nuovo iperammortamento, le imprese con progetti avviati nel 2025 dovranno attendere il decreto per avere certezze sulla propria posizione.
Le anticipazioni MEF del 12 marzo sui correttivi in arrivo
Il comunicato del Ministero dell’Economia anticipa che il prossimo provvedimento legislativo interverrà su tre distinte disposizioni della Legge di Bilancio 2026.
- La prima consiste nella soppressione del requisito che subordina all’origine UE/SEE dei beni agevolabili con iperammortamento 2026.
- La seconda riguarda la tassa da 2 euro sui piccoli pacchi extra-UE: il contributo sarà rinviato al 30 giugno 2026, per consentire l’adeguamento dei sistemi informativi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
- La terza riguarda l’IVA sulle permute: il nuovo criterio di calcolo dell’imponibile si applicherà esclusivamente ai contratti stipulati o rinnovati dal 1° gennaio 2026 in poi, salvaguardando gli assetti negoziali già formati prima di tale data.
