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Una direttiva europea contro il greenwashing e l’obsolescenza precoce

LE NUOVE REGOLE EUROPEE MIRANO A PORRE FINE ALLE PRATICHE SLEALI DI IMPRESE, ORGANIZZAZIONI E ISTITUZIONI POLITICHE. LO SCOPO È QUELLO DI TUTELARE I CONSUMATORI DA ATTIVITÀ DI MARKETING INGANNEVOLI E VALORIZZARE GLI APPROCCI IMPRENDITORIALI REALMENTE GREEN COME L’APPROVVIGIONAMENTO ENERGETICO DA SOLARE E FONTI RINNOVABILI. ECCO COME ACEPER AIUTA LE IMPRESE A EVITARE SANZIONI

Il greenwashing sembra aver trovato uno stop grazie alla Direttiva Europea 2024/825 Green Claims, approvata a marzo. Gli Stati membri dovranno, nell’arco dei prossimi 24 mesi, recepirla nel diritto nazionale. I due temi principali della direttiva sono il greenwashing e l’obsolescenza precoce.

PIÙ CHIAREZZA NELL’ETICHETTATURA

Per proteggere i consumatori da pratiche di commercializzazione e di marketing ingannevoli e consentire scelte di acquisto più consapevoli, l’Unione Europea aggiungerà all’elenco delle pratiche commerciali vietate e sleali una serie di strategie discutibili indirizzate proprio al greenwashing. Le nuove regole mirano a rendere l’etichettatura dei prodotti più chiara e affidabile, vietando l’uso di indicazioni ambientali generiche come “rispettoso dell’ambiente”, “rispettoso degli animali”, “verde”, “naturale”, “biodegradabile”, “a impatto climatico zero” o “eco” se non effettivamente supportate da prove. Sarà, inoltre, considerata condotta commerciale sleale anche la formulazione di affermazioni ambientali complessive e generiche su prodotti o attività che nella realtà riguardano solo un determinato aspetto o una parte specifica degli stessi (ad esempio “realizzato con materiale riciclato” o “da fonti rinnovabili”).

Altrettanto vietato anche presentare o valorizzare requisiti imposti per legge come se fossero caratteristiche distintive di un prodotto o di un’offerta (ad esempio vantare l’assenza di una sostanza chimica se vietata per legge). Sarà anche regolamentato l’uso dei marchi di sostenibilità. A partire dal 27 settembre 2026, quando la normativa sarà pienamente vigente in tutti gli stati membri, nell’Unione europea saranno autorizzati solo marchi di sostenibilità basati su sistemi di certificazione approvati o creati da autorità pubbliche. Saranno quindi vietati sia i marchi volontari non verificati da soggetti terzi, indipendenti e rispondenti a requisiti ex lege, sia quelli non istituiti dall’Ue o dagli Stati membri. Inoltre, la direttiva vieterà le dichiarazioni che suggeriscono un impatto sull’ambiente neutro, ridotto o positivo in virtù della partecipazione a sistemi di compensazione delle emissioni. Il tutto, a vantaggio di quelle realtà che adottano strategie realmente green optando ad esempio per l’approvvigionamento energetico da fotovoltaico e in generale da fonti rinnovabili.

GARANZIE CONTRO L’OBSOLESCENZA PRECOCE

Per la tematica dell’obsolescenza e per fare in modo che produttori e consumatori siano più attenti alla durata dei prodotti, le informazioni sulla garanzia dovranno essere più visibili e verrà creato un nuovo marchio per dare maggiore risalto ai prodotti con un periodo di garanzia più esteso. Le nuove norme vietano anche le indicazioni infondate sulla durata (ad esempio, dichiarare che una lavatrice durerà per 5.000 cicli di lavaggio, se ciò non è esatto in condizioni normali), gli inviti a sostituire i beni di consumo prima del necessario (ad esempio per l’inchiostro delle stampanti) e le false dichiarazioni sulla riparabilità di un prodotto.

ALTRI PERICOLI DA GREENHUSHING, GREENBLEACHING, AI WASHING

In questo contesto l’International Organization of Securities Commissions, che raccoglie tutte le Consob nazionali, ha lanciato un nuovo allarme. Oltre al greenwashing si stanno diffondendo anche il greenhushing e il greenbleaching. Due varianti dello stesso concetto seppur opposte tra di loro. Il greenhushing è l’atto dei team di gestione aziendale di sotto dichiarare o nascondere le loro credenziali di sostenibilità per eludere il controllo degli investitori. Mentre il greenbleaching è un termine utilizzato, ad esempio, quando un fornitore green di servizi o prodotti di investimento, sceglie di non dichiarare di esserlo per evitare requisiti normativi aggiuntivi e un potenziale rischio normativo o legale. Come se non bastasse si sta affacciando anche una nuova strategia scorretta, l’AI washing, che indica il metodo usato dalle aziende che nominano le intelligenze artificiali nei loro report, spesso senza alcuna base concreta.

UN SOSTEGNO ALLE IMPRESE

Per evitare di incorrere in sanzioni pecuniarie o amministrative, è importante che le realtà imprenditoriali seguano correttamente le normative. Soprattutto quelle che adottano un approccio ESG che pone focus su questioni ambientali, sociali e di governance. In generale l’adozione di questo approccio è consigliata per accedere a contributi pubblici o risorse finanziarie riservati ad aziende dichiaratamente sostenibili. L’approccio ESG segna una svolta rispetto ai metodi tradizionali di gestione aziendale spostando il focus dal profillo al valore e alla trasparenza. Le imprese devono quindi passare a un modello in cui si impiegano energie e tempo per lavorare in maniera sostenibile. Dimostrando a clienti e stakeholder che le azioni sostenibili compiute hanno effettivamente dei riscontri positivi sull’ambiente e le persone. In questo senso la finanza agevolata gioca un ruolo fondamentale perché le imprese con un buon profilo in termini ESG hanno maggior accesso ad agevolazioni, finanziamenti pubblici e contributi a fondo perduto. Affidarsi alla consulenza di un team di specialisti è il modo migliore per non perdere opportunità di crescita e innovazione e soprattutto per evitare di cadere involontariamente in pratiche di greenwashing. Aceper piò essere un valido alleato in questo, potendo contare sul supporto dei consulenti della società Golden Group, che si occupano di studiare i profili aziendali e suggerire come adottare efficacemente un approccio ESG.

L’APPROCCIO ESG (ENVIRONMENTAL, SOCIAL & GOVERNANCE) SEGNA UNA SVOLTA RISPETTO AI METODI TRADIZIONALI DI GESTIONE AZIENDALE SPOSTANDO IL FOCUS DAL PROFILLO AL VALORE E ALLA TRASPARENZA. LE IMPRESE DEVONO QUINDI PASSARE A UN MODELLO IN CUI SI IMPIEGANO ENERGIE E TEMPO PER LAVORARE IN MANIERA SOSTENIBILE


A CURA DI ACEPER (FONTE GREEN COMPANY MAGAZINE)

Info e contatti: Aceper – info@aceper.it

Tel +39 011 18867102 – +39 349 4799185


Vedi qui l’articolo completo di ACEPER pag. 70 – 71

Fonte: Solare B2B – Giugno 2024