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È il momento di puntare sull’upgrading del biogas e sul bio-GNL

Quest’anno abbiamo tutti sperimentato le conseguenze del prezzo estremamente volatile del gas fossile: l’eccessiva dipendenza dell’Unione europea (UE) dalle forniture energetiche esterne alla Russia sta ostacolando la sicurezza energetica e gonfiando le bollette energetiche di migliaia di famiglie e industrie europee.

L’UE è determinata a tenersi alla larga dal gas russo – pur mantenendo gli sforzi di mitigazione del cambiamento climatico – accelerando la produzione e l’assorbimento di energia rinnovabile. In questo contesto, i gas rinnovabili, inclusi biogas e biometano, stanno diventando fondamentali per plasmare il futuro mix energetico. Il settore del biogas sta già fornendo 18,4 miliardi di metri cubi di gas rinnovabile all’Europa ed entro il 2050 potrebbe fornire fino a 167 bcm, coprendo il 35-62% della domanda di gas del 2050.

La produzione di biometano, in particolare, continua a crescere: il Rapporto EBA 2022 (European Biogas Association) mostra che la domanda di biometano per tutti gli usi finali è forte: lo scorso anno la crescita del settore è stata senza precedenti, con un aumento del 20% della produzione. Un aumento ancora maggiore è previsto nel 2022.

Sebbene esistano naturalmente differenze nella metodologia e nelle ipotesi tra gli studi, la maggior parte di questi giunge a conclusioni simili per quanto riguarda la potenziale produzione di biogas e biometano entro il 2030 e il 2050.

Vi è consenso sul fatto che entro il 2030 i settori del biogas e del biometano combinati possono più che raddoppiare la produzione da 18,4 bcm nel 2021 a circa 35-45 bcm nel 2030. Entro il 2050, la produzione può aumentare di almeno cinque volte rispetto ai livelli di produzione odierni, salendo a produzioni di 165 bcm. La produzione potenziale calcolata per essere raggiungibile entro il 2050 (fino a 165 bcm) è significativa, poiché il consumo di gas dell’UE nel 2021 è stato di 412 bcm. I potenziali di produzione al 2050 rappresentano quindi fino al 40% del consumo di gas dell’UE nel 2021. Ipotizzando una riduzione della domanda totale di gas nel 2050 di 271 miliardi di metri cubi, si stima che il biometano sarà in grado di coprire fino al 61% della domanda di gas entro il 2050. I paesi con il più alto potenziale produttivo al 2050 sono Francia (22 bcm/anno), Germania (22 bcm/anno), Spagna (20 bcm/anno) e Italia (14 bcm/anno).

La scelta se collegare un impianto di biometano alla rete di distribuzione o di trasporto può essere influenzata da una serie di fattori, tenendo presente che il fattore più importante per un progetto sostenibile è la disponibilità in loco delle biomasse. Qualora gli impianti avessero la disponibilità di biomasse sostenibili ma non l’accesso alle reti, la possibilità di produrre in loco bio-GNL ed evitare del tutto la necessità di una connessione alla rete diventa un fattore essenziale per la fattibilità del progetto.

Il bio-GNL può essere consegnato a stazioni di rifornimento per essere venduto come carburante per autotrazione o trasportato tramite camion ai suoi utenti finali, sia per i trasporti sia per altri usi nell’industria. La produzione off-grid di biometano è di particolare interesse nelle aree rurali con accesso limitato alla rete del gas o in paesi dove le reti non sono state sviluppate. Alla fine del 2021 in Europa erano attivi 15 impianti di produzione di bio-GNL e si prevede che questo numero aumenterà notevolmente negli anni 2022 (+ 19 impianti), 2023 (+ 43 impianti) e 2024 (+ 21 impianti).

Nel 2020 c’erano oltre 15.000 camion alimentati a GNL nella flotta europea e si prevede che questo numero aumenterà fino a 280.000 entro il 2030, rappresentando almeno il 25% della quota di mercato. Questa flotta di veicoli a GNL richiederà circa 100 TWh di carburante nel 2030.

Se guardiamo la mappa delle stazioni di rifornimento europee di gas alla data del 15 agosto scorso, risultano 576 stazioni di rifornimento di GNL, di cui si stima siano circa 123 quelle di bio-GNL.

Questi numeri dimostrano che la quota di bio-GNL nel trasporto di GNL è promettente e che ci si possono aspettare grandi quote di bio-GNL già nei prossimi anni.

In Europa, sono 10 i Paesi attualmente attivi nel mercato della produzione di bio-GNL, vale a dire: Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Svezia e Regno Unito. Di questi, Germania, Italia e Paesi Bassi stanno ampiamente espandendo la loro produzione di bio-GNL. L’Italia conta 4 impianti di bio-GNL attivi, con 31 impianti in diversi stadi di sviluppo. La quasi totalità della produzione italiana di bio-GNL ha un collegamento fisico con un’unità di upgrading del biogas. La capacità media di produzione di bio-GNL per gli impianti attivi e previsti in Italia è pari a 80 GWh/anno.

Tutti questi numeri ci dicono, senza ombra di dubbio, che è il momento di puntare sull’upgrading del biogas e sul bio-GNL: in questa direzione stanno andando l’Europa e l’Italia. HYSYTECH è da sempre in prima linea in questo settore: nel 2014 ha realizzato il primo impianto in Italia di upgrading del biogas dalla digestione anaerobica della FORSU e nel 2016 – insieme a EGEA, FCA e CNH – ha inaugurato il primo pieno di biometano per mezzi a bio-CNG.

HYSYTECH può vantare la realizzazione di 7 impianti di biometano e 5 impianti di bio-GNL e 2 impianti di bio-GNC, commissionati da importanti clienti a livello nazionale e internazionale, e ha in cantiere nuove realizzazioni nel prossimo futuro. Inoltre, dal 2022 HYSYTECH è entrata a far parte del gruppo Nippon Gases, consolidando ulteriormente il suo posizionamento in questo mercato emergente a livello internazionale, divenendo oggi un player di primo piano e un sicuro partner industriale.

Fonte: RAPPORTO STATISTICO 2022 DELL’ASSOCIAZIONE EUROPEA DEL BIOGAS – EUROPEAN BIOGAS ASSOCIATION

A cura di Hysytechwww.hysytech.com


Tratto dalla rivista Green Company Magazine (volume 10) – vedi anche tutti i numeri della rivista