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Fotovoltaico: l’inquinamento atmosferico riduce le prestazioni dei pannelli

Per concepire un futuro finalmente sostenibile è fondamentale promuovere e sfruttare al massimo le risorse rinnovabili ma in primis rispettare e proteggere l’ambiente, fonte di ricchezze indispensabili per l’essere umano. La natura ha già manifestato diversi segnali di sofferenza che si traducono in cambiamenti climatici e global warming.  Se non invertiamo le tendenze, fino a che siamo ancora in tempo, le conseguenze saranno irreversibili. L’unica soluzione è quella di ridurre al minimo l’inquinamento atmosferico puntando ad uno sviluppo sostenibile a lungo termine e su più livelli: ambientaleeconomico e socialeFotovoltaico: l’inquinamento atmosferico riduce le prestazioni dei pannelli

Il clima sta cambiando ad un ritmo insostenibile, fenomeni climatici estremi, in passato rarissimi, oggi rappresentano una consuetudine in ogni parte del Pianeta. Le attività umane responsabili della sovraemissione di gas serra stanno distruggendo la biodiversità: molte specie si stanno estinguendo. Dobbiamo sfruttare risorse naturali che possano essere riutilizzate.

Non è più possibile pensare a un modello economico lineare bensì ad un modello economico circolare che permetta di riciclare le materie prime utilizzate per la produzione dei prodotti, allungandogli la vita e impattando al minimo sull’ambiente.

L’inquinamento atmosferico influenza negativamente il rendimento di un impianto fotovoltaico: in Italia si registra uno deficit annuale del 5% provocato totalmente da polveri sottili che si raddoppia nelle città e nei luoghi con maggiore concentrazione di smog.

Gli studi condotti dal centro ENEA e dall’Università Federico II di Napoli hanno attestato la gravità del problema. La polvere o la sporcizia che si deposita sui pannelli può comportare un basso rendimento energetico, ma le perdite riscontrate negli ultimi anni in determinate zone, hanno decisamente allarmato l’intero sistema energetico.

Il particolato è responsabile di queste perdite di efficienza sempre più consistenti. Rispetto alla normale sporcizia, le polveri sottili accumulate sui pannelli sono particolarmente insidiose poiché creano una barriera che impedisce ai moduli di assorbire adeguatamente i raggi del sole.

Ogni paese del mondo è diverso e presenta svariate situazioni a seconda del livello di inquinamento presente nell’aria. Gli scienziati hanno notato come emissioni dannose ed efficienza energetica siano strettamente connesse: più l’atmosfera è inquinata e più i nostri impianti fotovoltaici avranno rendimenti ridotti distorcendo l’equilibrio ambientale.

Un altro studio realizzato in Cina, dove si registra una perdita energetica del 13% causata dall’inquinamento, si è occupato di analizzare il particolato, attraverso rilevatori ottici per polveri sottili, accorgendosi che le radiazioni solari vengono disperse dalle polveri sottili proprio nel momento in cui la produttività delle celle fotovoltaiche dovrebbe essere al massimo.

È opportuno attuare una strategia che permetta una produzione energetica completamente efficiente senza contaminazioni.

Ne sono un esempio le numerose ricerche realizzate durante il lockdown. La pandemia ci ha messo in stand-by, bloccando all’improvviso le nostre attività quotidiane, ma contemporaneamente ha portato a una consistente riduzione di emissioni nocive che hanno influito sull’aumento di produttività degli impianti fotovoltaici.

Tutto ciò conferma nuovamente la necessità di coniugare approvvigionamento energetico e sostenibilità ambientale per una produzione e un consumo di energia pulita che consenta di raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile per proteggere e salvare la Terra.

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