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Global warming è allarme: alto rischio di un +1,5°C entro i prossimi 5 anni

Il riscaldamento globale (global warming) è un progressivo accrescimento della temperatura sul Pianeta dovuto alla presenza massiccia di CO2 e di altri gas serra in atmosfera rilasciati principalmente dalle attività dell’uomo. Global warming è allarme: alto rischio di un +1,5°C entro i prossimi 5 anni.

L’obiettivo dell’accordo di Parigi (2015), firmato da 190 Stati compresa l’UE, è quello di affrontare l’emergenza climatica cercando di mantenere l’aumento della temperatura mondiale sotto a 1,5°C entro il 2050. I dati dimostrano possibilità concrete che questo obiettivo non venga raggiunto poiché c’è il 40% di probabilità che entro i prossimi cinque anni l’aumento globale della temperatura arrivi oltre i 2°C rispetto ai livelli preindustriali. L’impatto del riscaldamento globale ha già mostrato conseguenze estreme che si moltiplicheranno. Se non s’ interviene seriamente per arginare il fenomeno attraverso una drastica riduzione delle emissioni inquinanti, le temperature potrebbero aumentare anche di 3-5°C entro la fine del secolo.

Dopo la rivoluzione industriale si iniziò a misurare accuratamente l’andamento delle temperature e si è potuto notare come, decennio per decennio, aumentavano poco per volta. Nell’ultimo trentennio i cambiamenti climatici hanno subito una forte accelerazione. Attualmente la temperatura media sul Pianeta è superiore di 0,85°C rispetto ai livelli dei primi del Novecento. Le statistiche affermano che tra il 2021 e il 2025 ci sarà un anno destinato ad ottenere il primato come il più caldo mai registrato.

Surriscaldamento globale: cause

Le attività umane sono responsabili della sovraemissione dei cosiddetti gas serra nell’aria che hanno dato il via al fenomeno del surriscaldamento globale. Questi gas esistono naturalmente in atmosfera ma in misure molto ridotte e hanno il compito di regolare la temperatura terrestre per assicurare la vita e l’evoluzione delle specie.

I gas serra che incidono maggiormente sul clima sono l’anidride carbonica (CO2) responsabile del 63% dell’inquinamento atmosferico, deriva principalmente dall’utilizzo dei combustibili fossili e la deforestazione.  Il metano, a cui viene attribuita il 19% di colpa, proviene dai grandi allevamenti di bestiame, dalle auto, da discariche di rifiuti, è molto dannoso ma non sopravvive quanto la CO2.  Gli ossidi di azoto sono responsabili del 6% dell’inquinamento, discendono soprattutto da centrali e impianti industriali, dai veicoli ma anche dall’uso di fertilizzanti azotati in agricoltura industriale. Infine troviamo gas artificiali come i fluorurati, non esistono in natura ma derivano da attività del settore industriale, elettronico, farmaceutico.

I gas serra sono autori dell’effetto serra: processo naturale intensificato dalle azioni umane. Come dice il termine stesso, la funzione è simile a quella di una serra, il calore delle radiazioni solari viene intrappolandolo all’interno dell’atmosfera terrestre. L’effetto serra in natura serve per attenuare il clima sulla Terra in modo da permetterne la vita, tuttavia l’eccessivo inquinamento causato dai gas serra crea una sorta di cupola che trattiene sempre più calore impedendone la dispersione nello Spazio.

La combustione di fonti fossili come carbone, petrolio in centrali elettriche e altri impianti industriali è il principale motivo d’inquinamento poiché comporta il rilascio di ingenti quantità di CO2 e ossido di azoto che vengono dispersi nell’ambiente provocando l’effetto serra.

gas fluorurati impiegati in ambito industriale rappresentano un’altra causa dell’effetto serra. I provvedimenti legislativi attuati dall’Unione Europea serviranno per limitarne l’uso.

Gli alberi svolgono un importante funzione di regolazione del clima contribuendo a sottrarre all’atmosfera la CO2 in eccesso. Per mezzo della deforestazione di grandi aree, l’anidride carbonica immagazzinata dalla vegetazione arborea viene liberata in atmosfera, contribuendo all’effetto serra. Non finisce qui, anche gli allevamenti intensivi di bestiame risultano essere tra le principali cause del riscaldamento globale: questo perché in particolare, ovini e bovini emettono dosi elevate di metano che vengono disperse nell’aria.

Surriscaldamento globale: conseguenze

Le conseguenze dell’emergenza climatica hanno gravi ripercussioni ambientali, economiche, sociali che si traducono in desertificazione, l’aumento delle temperature innesca fenomeni estremi di caldo e siccità.

Lo scioglimento dei ghiacci penalizza la disponibilità di acqua sbilanciando gli habitat naturali gelati in cui vivono alcune specie di animali. Ne consegue un innalzamento del livello degli oceani che comporta la graduale sommersione di ampie zone costiere.

La CO2 presente nell’atmosfera inoltre modifica il pH degli oceani provocandone l’acidificazione e quindi devastando l’ecosistema marino.

Gli eventi atmosferici eccezionali sono un’altra importante conseguenza del global warming che comportano la comparsa di ondate di calore in estate, temporali e precipitazioni estreme sempre più frequenti come alluvioni, uragani e ondate di gelo nei periodi invernali. Tutto questo porta a risultati disastrosi, distruggendo le produzioni agricole e mettendo a repentaglio la vita dell’intero ecosistema terrestre.

In seguito allo stravolgimento dei propri habitat naturali molte specie di animali migrano alla ricerca di luoghi dove poter sopravvivere.

Tutto ciò si ripercuote sull’economia mondiale penalizzando in particolar modo il settore agricolo, energetico e turistico provocando effetti negativi anche sulla società con condizioni di vita meno favorevoli a causa della crisi economica e l’eventuale diffusione di virus epidemici sempre più frequente.

Riscaldamento globale: soluzioni

La comunità scientifica è concorde nell’affermare che la soglia massima entro cui la temperatura può aumentare è di 2°C, sempre mantenendo come riferimento il periodo precedente alla rivoluzione industriale. Superare questa soglia significa alterare in maniera tale l’equilibrio del Pianeta da rischiare la comparsa di eventi deleteri e distruttivi.

Per raggiungere gli obiettivi dell’accordo di Parigi, bisogna mettere in atto le misure che servono per contrastare l’emergenza climatica riducendo al massimo le emissioni di gas serra, promuovendo una gestione sostenibile delle risorse idrichetutelando le aree boschive che aiutino alla cattura di CO2,  proteggendo l’ambiente e la biodiversità, rendendo sicure città, zone costiere, infrastrutture attraverso la transizione energetica, serve un sistema economico circolare fondato sulla sostenibilità e la modernizzazione dei trasporti in mobilità green. Infine, ma non meno importante, una forte responsabilizzazione civile sulla tematica per limitare il più possibile i danni.

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