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Un nuovo rivestimento antineve per pannelli solari indistruttibili

Un impianto fotovoltaico che si rispetti deve funzionare in maniera efficiente per almeno 20-25 anni. Ormai è risaputo: più i pannelli sono esposti alla luce diretta del sole e maggiore sarà la loro produttività. Le rigide temperature invernali possono mettere a dura prova l’efficienza dei nostri impianti fotovoltaici, ecco perché alcuni scienziati, accompagnati dall’università del Michigan, hanno ideato un nuovo rivestimento antineve per pannelli solari indistruttibili.

Questa pratica copertura per pannelli fotovoltaici è capace di evitare l’accumulo di neve e ghiaccio sopra i moduli, permettendo prestazioni molto più elevate, avanzate e durature.

Il rivestimento è composto da plastica e olio. La ricerca del materiale perfetto è partita dalla necessità di individuare due caratteristiche fondamentali: bassa tenacità interfacciale e bassa adesione superficiale, riscontrate dalla combinazione di PVC + olio vegetale o PDMS + olio di silicone.

La bassa adesione superficiale si riferisce alla forza necessaria per far scivolare via ghiaccio e neve, la bassa tenacità interfacciale crea invece spaccature tra il ghiaccio e il pannello che si propagano lungo l’intero impianto permettendo a ghiaccio e neve di staccarsi. In passato gli scienziati avevano cercato di inventare rivestimenti per contrastare la presenza del ghiaccio sui pannelli, che però non funzionavano anche per eliminare la neve, vista la diversa densità delle sostanze.

In concomitanza dell’arrivo della stagione invernale bisogna stendere o spruzzare sulle superfici dei pannelli, il rivestimento che protegge l’impianto per almeno un anno dal gelo, consentendogli di svolgere il proprio compito con prestazioni ottimali.

Produrre energia pulita tramite fotovoltaico rappresenta la miglior soluzione dal punto di vista economico, e della sostenibilità, in quanto consente ingenti risparmi sin da subito e permette di ridurre l’inquinamento. Questa tecnologia sta prendendo sempre più piede in ogni parte del mondo grazie ai numerosi vantaggi che offre. Anche se nei paesi caratterizzati dalla presenza di climi più rigidi può non sembrare l’investimento adatto, in realtà il nuovo rivestimento riesce a mantenere alto il rendimento del proprio impianto in maniera continuativa ed efficace.

Come afferma Anish Tuteja, direttore del progetto, in collaborazione con Sandia National Laboratories e l’Università dell’Alaska, la neve e il ghiaccio rappresentano un problema tutt’altro che indifferente, infatti in inverno i pannelli solari rischiano di perdere l’80/90% della loro produttività, producendo molta meno elettricità; grazie al nuovo rivestimento, sarà possibile produrre energia pulita 365 giorni all’anno.

I test eseguiti in Alaska a Fairbanks, luogo in cui le temperature scendono fino a 35° gradi sotto zero, hanno rivelato come i pannelli rivestiti avessero una copertura media di neve e ghiaccio di circa il 28% in tutto l’inverno, a differenza del 59% dei moduli non rivestiti.

Il nuovo rivestimento simboleggia un passo avanti verso la decarbonizzazione: aumentando nettamente la produzione di energia rinnovabile e accelerando la transizione energetica. L’obiettivo finale è quello di sviluppare ulteriormente la tecnologia, in modo da creare una copertura che duri almeno 5 anni.