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Green Fair, agrivoltaico e autorizzazioni: “La transizione si gioca sulla qualità dei progetti e sui tempi delle regole”

Alla Fiera del Levante di Bari il confronto tra istituzioni, imprese, università e associazioni su due nodi decisivi per le rinnovabili: come far convivere campi ed energia e come superare i freni di iter autorizzativi, aree idonee e rete

Programma completo con il dettaglio di incontri, ospiti e cariche

Foto degli ospiti e dei principali momenti di Green Fair

La transizione energetica italiana non dipende soltanto dalla disponibilità di nuove tecnologie, ma dalla capacità di integrare gli impianti nei territori, ridurre i tempi autorizzativi, rafforzare la rete e costruire progetti capaci di tenere insieme produzione energetica, paesaggio, agricoltura e consenso delle comunità locali.

È questo uno dei messaggi emersi nella seconda giornata di Green Fair – Agorà delle Energie Rinnovabili, in corso alla Fiera del Levante di Bari fino a sabato 16 maggio. Dopo l’apertura istituzionale del 14 maggio, la manifestazione ha dedicato una parte centrale del programma ad alcuni dei temi più sensibili e strategici per il futuro delle rinnovabili in Italia: agrivoltaico, autorizzazioni, repowering, iter per gli impianti fotovoltaici utility scale, aree idonee e riforma della rete.

Il confronto ha coinvolto rappresentanti di istituzioni, imprese, università, associazioni di settore, studi legali, operatori energetici e realtà della ricerca, confermando la natura di Green Fair come agorà pubblica dedicata non solo alla promozione delle fonti pulite, ma anche alla discussione concreta delle condizioni che possono accelerare o rallentare la transizione.

Agrivoltaico: far convivere campi, energia e qualità agricola

Uno dei temi centrali della giornata è stato l’agrivoltaico, affrontato non come semplice installazione di pannelli su suolo agricolo, ma come possibile modello di integrazione tra produzione di energia rinnovabile, tutela del suolo, qualità delle produzioni agricole, innovazione delle imprese e sviluppo dei territori.

La sessione “La sfida dell’agrivoltaico in Italia: rinnovabili, produzione agricola di qualità e decarbonizzazione” ha aperto la riflessione sul ruolo dell’agricoltura nella transizione energetica. Al centro del dibattito, la necessità di superare la contrapposizione tra campi ed energia, distinguendo tra interventi puramente infrastrutturali e progetti capaci di generare valore agricolo, ambientale e sociale.

Nel pomeriggio, il confronto “Agrivoltaico e paesaggio – La sfida della qualità nella progettazione e nella pianificazione” ha spostato l’attenzione sulla qualità dei progetti, sulla pianificazione e sulla capacità di tradurre gli indirizzi normativi in pratiche progettuali avanzate e consapevoli. Il tema non è soltanto produrre energia rinnovabile, ma farlo in modo coerente con il paesaggio, con gli usi agricoli, con la gestione del suolo e con l’identità dei territori.

Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, ha sottolineato la necessità di accelerare sulle rinnovabili, puntando sulla qualità dei progetti agrivoltaici. “L’Italia deve accelerare sulla transizione energetica. L’agrivoltaico è una delle soluzioni più avanzate per produrre energia pulita e rendere l’agricoltura più resiliente agli impatti climatici. Servono regole chiare, trasparenza e una visione industriale capace di accompagnare il cambiamento. Alle Regioni chiediamo di non porre paletti per fermare i progetti, ma di selezionare e favorire i sistemi agrivoltaici capaci di creare una reale sinergia tra energia rinnovabile e agricoltura.”

Alessandra Scognamiglio, presidente di AIAS – Associazione Italiana Agrivoltaico Sostenibile, ha ricordato la centralità del paesaggio, inteso come un sistema di connessioni complesse, visibili e percepibili da tutti: “Serve un approccio positivo, al fine di costruire una relazione armonica con il paesaggio. Non possiamo limitarci a chiedere che il Ministero cambi posizione rispetto alle rinnovabili, ma dobbiamo comprendere come progettare sistemi che dialoghino realmente con il territorio e che sappiano esprimere tutte le potenzialità dell’agrivoltaico: non solo produzione agricola e generazione di energia, ma anche benefici concreti e chiaramente percepibili, in grado di produrre un impatto positivo sul paesaggio e sulle comunità ”.

Dal confronto è emersa la necessità di passare da una crescita solo quantitativa delle rinnovabili a una crescita qualitativa, capace di rendere gli impianti parte di una trasformazione più ampia dei sistemi agricoli, produttivi e territoriali.

Just transition: energia, territori e valore condiviso

Nel corso della giornata, il tema della transizione energetica è stato affrontato anche dal punto di vista delle ricadute sociali e territoriali. Il panel “Just Transition e sviluppo dei territori” ha messo a confronto istituzioni, imprese, terzo settore, mondo del lavoro e comunità locali per discutere come trasformare gli investimenti energetici in opportunità concrete per persone, imprese e territori.

La transizione giusta non riguarda solo energia e infrastrutture, ma la capacità di una regione di attrarre investimenti, rafforzare competenze, valorizzare il capitale umano, rendere le comunità più consapevoli e partecipi dei benefici generati dalle rinnovabili e costruire nuove forme di sviluppo condiviso.

Costanza Pratesi del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ha sottolineato la necessità di superare  il dibattito tra tutela del paesaggio e tutela dell’ambiente: “Non esiste l’uno senza l’altro. Il paesaggio non può essere conservato come una semplice cartolina. Possiamo imporre tutti i vincoli che vogliamo, ma il cambiamento climatico sta già condannando molti luoghi e allora servono interventi forti, tecnologici, forse persino interventi che oggi non riusciamo ancora a immaginare. La soluzione va trovata in una sintesi tra esigenze diverse, nella progettazione e nella capacità di immaginare nuove soluzioni. Bisogna cambiare la narrazione sulle rinnovabili che possono essere anche bellezza estetica, ma soprattutto generano lavoro, opportunità, economia. L’abbandono è la prima grande minaccia ai nostri paesaggi e ai nostri monumenti”.

Ubaldo Pagano, Presidente della I Commissione Bilancio e programmazione del Consiglio regionale della Puglia, ha richiamato la necessità di trasformare la transizione giusta da principio generale a politica concreta, capace di utilizzare le risorse europee disponibili e di generare ricadute reali sui territori. “La transizione giusta non può restare un tema da convegno: deve diventare capacità di trasformare risorse e investimenti in progetti seri, misurabili e utili alle comunità. Per questo dobbiamo superare la logica delle semplici compensazioni e costruire una vera alleanza tra cittadini, territori e operatori economici. In Puglia, aree come Cerano e Taranto possono diventare luoghi di riconversione, innovazione e produzione rinnovabile, uscendo dalla contrapposizione sterile tra chi vuole bloccare tutto e chi vuole autorizzare ovunque.”

Emma Taveri, Presidente di Fondazione Just B ETS, ha collegato il tema della transizione giusta alla capacità dei territori del Sud di trattenere e attrarre talenti, competenze e nuove energie professionali. “La transizione giusta non riguarda solo energia e ambiente, ma anche persone, lavoro e capacità dei territori di generare opportunità. Il Sud Italia continua a perdere capitale umano, ma proprio le rinnovabili possono diventare una leva di sviluppo sociale, oltre che industriale. Con Fondazione Just B ETS lavoriamo per costruire una piattaforma che metta insieme pubblico, privato, terzo settore e comunità, affinché la transizione produca formazione, occupazione qualificata, rigenerazione urbana e nuove opportunità per chi vuole restare, tornare o scegliere il Sud come luogo in cui vivere e lavorare.”

Repowering, autorizzazioni e rete: il vero collo di bottiglia

Accanto all’agrivoltaico, la seconda giornata di Green Fair ha affrontato uno dei temi più ricorrenti nel dibattito nazionale sulle rinnovabili: il peso degli iter autorizzativi, la definizione delle aree idonee, la capacità della rete elettrica di accogliere nuova produzione rinnovabile e la necessità di coordinare investimenti, pianificazione e procedure.

Il tema autorizzativo è stato affrontato anche in relazione all’eolico onshore, con particolare attenzione a repowering, revamping, evoluzione del quadro normativo, pianificazione territoriale e accettabilità sociale degli impianti. Un passaggio cruciale, perché il raggiungimento degli obiettivi nazionali sulle rinnovabili dipende anche dalla capacità di intervenire sugli impianti esistenti, migliorandone efficienza, integrazione territoriale e contributo alla rete.

Il panel “Impianti fotovoltaici utility scale – Iter autorizzativi” ha messo al centro il rapporto tra investimenti, burocrazia, tempi amministrativi e sostenibilità territoriale dei grandi impianti. Il confronto su “Aree Idonee e Riforma della Rete” ha poi approfondito il tema della programmazione infrastrutturale e della necessità di rendere coerenti gli obiettivi di decarbonizzazione con gli strumenti normativi e tecnici necessari per realizzarli.

Soffermandosi sulle criticità del percorso autorizzativo e sulla necessità di una pianificazione stabile per il settore, Andrea Cristini, Presidente ANIE Rinnovabili, ha dichiarato: “Gli obiettivi al 2030 rappresentano un minimo, non certo un punto di arrivo. Nei prossimi quattro anni dobbiamo ancora mettere in esercizio circa trenta gigawatt e non è affatto banale. Le rinnovabili rappresentano un’enorme opportunità per la filiera industriale italiana, ma serve la possibilità di pianificare con una visione stabile di medio-lungo periodo. È fondamentale autorizzare di più, perché dopo ogni autorizzazione inizia comunque un percorso complesso tra espropri, progettazione esecutiva, aspetti finanziari e connessioni. La filiera italiana è assolutamente in grado di farlo, ma oggi molti progetti, pur avendo ricevuto pareri favorevoli e autorizzazioni lato VIA, restano bloccati nei successivi passaggi autorizzativi”.

Francesco Corvace, Dirigente Sezione Transizione Energetica, Regione Puglia, ha evidenziato l’importanza delle aree idonee, introdotte dalla normativa nazionale, come strumento indispensabile di supporto nei procedimenti autorizzativi per le energie rinnovabili: “aiutano a superare quella continua ponderazione tra tutela del paesaggio e tutela dell’ambiente che spesso non si risolveva mai. La Regione Puglia, nonostante un organico in forte sofferenza, lo scorso anno è riuscita ad autorizzare circa 2 gigawatt: un traguardo storico per l’ufficio regionale. I procedimenti in corso non sono autorizzazioni bloccate e ogni pratica merita una risposta tempestiva e un’istruttoria efficiente. Per farlo bisogna mettere gli uffici nelle condizioni di lavorare adeguatamente, con strumenti, personale sufficiente e una cornice programmatica chiara”.

Nel corso della giornata è stato sottolineato come il rischio principale non sia la mancanza di tecnologie disponibili, ma la difficoltà di trasformare obiettivi energetici, investimenti e progetti in impianti effettivamente realizzati, connessi e integrati nei territori.

Biometano, consumatori e mercato: la transizione riguarda anche costi e modelli di consumo

La seconda giornata di Green Fair ha affrontato anche il ruolo del biometano nella decarbonizzazione del sistema energetico e l’evoluzione del consumatore da utente passivo a soggetto attivo del mercato.

Nel panel “L’evoluzione del gas naturale: il biometano volano per la transizione energetica”, il biometano è stato discusso come vettore utile a ridurre l’impatto climatico dei consumi energetici in una fase in cui il gas continuerà a svolgere un ruolo significativo nel mix nazionale.

La sessione “Il Consumatore al centro della transizione energetica: regole, mercato, investimenti” ha invece messo in evidenza il cambiamento del ruolo dei cittadini, sempre più coinvolti nei processi di digitalizzazione, decentramento, sostenibilità e partecipazione al sistema energetico.

[DICHIARAZIONE PROVVISORIA – Rosita Carnevalini, Direzione Consumatori e Utenti ARERA]
 “Il consumatore non è più soltanto il destinatario finale dell’energia, ma un soggetto sempre più attivo del sistema. Per questo servono trasparenza, tutela, informazione e regole capaci di accompagnare l’evoluzione del mercato senza lasciare indietro le fasce più vulnerabili.”

La Puglia come laboratorio reale della transizione

La scelta di Bari e della Fiera del Levante conferma la volontà di collocare Green Fair in una prospettiva nazionale e mediterranea. La Puglia è già uno dei territori più rilevanti per la produzione da fonti rinnovabili e rappresenta un osservatorio privilegiato per affrontare le tensioni e le opportunità della transizione: crescita degli impianti, tutela del paesaggio, coinvolgimento delle comunità, attrazione degli investimenti, sviluppo della rete, portualità, competenze e costruzione di nuove filiere industriali.

Umberto Berardi, Presidente del Comitato Scientifico di Green Fair ha sottolineato che: “La Puglia è un laboratorio reale, non teorico, della transizione energetica. Qui si vedono con chiarezza le opportunità, ma anche le criticità: il rapporto con il paesaggio, la necessità di infrastrutture adeguate, la qualità della progettazione, il dialogo con i territori. Per questo Green Fair vuole essere uno spazio di confronto concreto, capace di mettere insieme ricerca, imprese, istituzioni e cittadini.”

Green Fair si concluderà sabato 16 maggio con una giornata dedicata, tra gli altri temi, al futuro delle energie rinnovabili a Bari, alla formazione e alle competenze tecniche, ai finanziamenti per la transizione energetica, alle città solari, alle comunità energetiche, al long duration energy storage, alle pompe di calore negli edifici intelligenti, alla ricerca e al trasferimento tecnologico.

Green Fair è realizzata con il patrocinio del Parlamento Europeo, del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e del Ministero dell’Università e della Ricerca, con la partecipazione del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano. Tra i partner figurano Regione Puglia, Comune di Bari, Nuova Fiera del Levante, ARPAL Puglia, Camera di Commercio di Bari, ANCI Puglia, Confindustria Puglia e Confindustria Bari-BAT.

La prima edizione coinvolge istituzioni, università, associazioni di settore, centri di ricerca, aziende, partner e operatori nazionali e internazionali attivi nella filiera dell’energia, dell’ambiente, delle infrastrutture, della finanza e dell’innovazione. Tra le realtà presenti figurano rappresentanti di Regione Puglia, Politecnico di Bari, Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, Università degli Studi di Foggia, Università del Salento e Università LUM “Giuseppe Degennaro”, insieme ad associazioni e fondazioni come AERO, AIAS, ANEV, Kyoto Club, FAI, Legambiente e Fondazione NEST.

Media partner dell’iniziativa sono Il Sole 24 Ore, Quotidiano Energia e La Gazzetta del Mezzogiorno.

La partecipazione a Green Fair è gratuita e aperta a pubblico, operatori, scuole, imprese, istituzioni e cittadini.


Green Fair – Agorà delle Energie Rinnovabili
Dove: Bari, Fiera del Levante
Quando: 14-15-16 maggio 2026
Info: www.greenfair.it


UFFICIO STAMPA GREEN FAIR
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Michela Ventrella > +39 349 526 0370
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