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Nel 2021 sono aumentati i gas serra. Industria e trasporti i maggiori responsabili

Il 2020 è stato l’anno più caldo in Italia dal 1961, gli eventi climatici estremi si sono moltiplicati negli ultimi anni provocando danni irreversibili sull’ambiente circostante e le persone. È indispensabile che il Paese sia in grado di raggiungere gli obiettivi dell’accordo di Parigi e accogliere le pressioni sorte dall’ultima Cop26, confidando sul PNRR, che possa sostenere realmente una vera transizione ecologica per ridurre l’inquinamento atmosferico: un dato sconcertante indica che nel 2021 sono aumentati i gas serra. Industria e trasporti i maggiori responsabili.

Le emissioni nazionali sono aumentate del 4,8% rispetto ai livelli del 2020, allontanandosi sempre di più dai valori del 2019: -4,2%. Il salto calcolato dall’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) è stato collegato all’incremento del Pil del 6,1%. Nell’insieme, il consistente aumento delle emissioni di gas serra è stato ricondotto alla ripresa economica e di mobilità post pandemia del Paese che ha innalzato il tasso d’inquinamento a livello nazionale.

 Chi genera più emissioni?

  • La produzione industriale ha registrato un aumento del 14,6% nel secondo trimestre 2021 rispetto ai valori del 2020. Per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione sarà necessaria una riduzione delle proprie emissioni del 43% rispetto al 2019, consumando meno energia e utilizzando più fonti pulite.
  • In riferimento al settore trasporti, sono aumentati anche i consumi di benzina del 14%, di GPL del 5%, di gasolio del 12% paragonandoli all’anno passato. Il settore dovrà ridurre le emissioni del 29% entro il 2030 rispetto al 2019.
  • Infine anche il consumo di gas per il riscaldamento di case e uffici è aumentato del 6,5% nel secondo trimestre del 2021 rispetto allo stesso periodo del 2020.
    In particolare sono i consumi energetici elevati a rappresentare la pecca maggiore, aumentati del 44%. Qui si rende necessaria la riqualificazione energetica degli edifici per invertire tali risultati.
  • Per quanto concerne il settore agricolo non sono previste grandi variazioni rispetto all’anno precedente. Anche se per raggiungere gli obiettivi dovrà ridurre le proprie emissioni del 29%.

Alcuni settori hanno più responsabilità in merito alle emissioni, infatti, l’aumento previsto è più elevato per quanto riguarda l’industria (8,4%) e trasporti (11,1%).
In diminuzione invece, la produzione di energia (-1,5%) dovuta ad un calo nell’uso del carbone.

Oggi è possibile misurare la qualità dell’aria

Nasce un nuovo strumento che permette di misurare la qualità dell’aria che respiriamo in tempo reale. La piattaforma online di Enea programmata con la collaborazione di Ispra, Istituto superiore di Sanità, Consiglio nazionale delle ricerche con il supporto del Mite, prende il nome di “Air Quality Models Gateway” ed è capace di rilevare tempestivamente e con una previsione fino a 3 giorni, informazioni circa le concentrazioni di gas inquinanti in atmosfera dannose per la salute umana e per l’ambiente.
Pm 10, Pm 2,5, Ozono, Biossido di Azoto e Biossido di Zolfo provenienti da mobilità, industria, riscaldamento, agricoltura, emissioni naturali. Il modello conferma di essere in linea con la direttiva Nec: National Emission Ceilings che impone l’impegno di riduzione di emissioni inquinanti legate alle attività umane.

Come funziona?

È presente uno storico accessibile a tutti i cittadini per ricavare informazioni complete sulla qualità dell’aria che respiriamo in tutta Italia, per i tecnici del mestiere è un utile strumento semplice ed efficace per svolgere attività di ricerca o monitoraggio dell’inquinamento presente in atmosfera. Inoltre “Air Quality Models Gateway” fornisce previsioni di qualità dell’aria a tre giorni, indicando orari, medie giornaliere che comunicano in modo ancora più preciso dati sulle concentrazioni di inquinanti. Ciò consente di sapere in anticipo le affluenze di inquinanti in atmosfera così dannosi per la salute e l’ambiente.

Il tutto è eseguibile nella sezione ‘dati previsionali’ che riprende la stessa impostazione della piattaforma online “European Air Quality” della commissione europea.
Questa importante novità è vantaggiosa su tutti i fronti.

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